I MICRORGANISMI DI STAGNO

I MICRORGANISMI DI STAGNO

I microrganismi di stagno sono affascinanti protagonisti delle osservazioni al microscopio. Questi piccoli organismi viventi appartengono alle classi più diverse, ma sono tutti accomunati dalle microscopiche dimensioni: la maggior parte non arriva a 1 millimetro di lunghezza.

In questa pagina sono presi brevemente in esame i diversi ambienti dove reperire i microrganismi delle acque stagnanti, successivamente una piccola galleria fotografica mostra le specie più comuni.

Il laghetto permanente e i microrganismi

Diverse piccole raccolte d’acqua godono di un afflusso costante quasi tutto l’anno e ciò permette loro di ospitare microrganismi in qualunque periodo, con interessanti variazioni stagionali.

Aspetti ambientali

Quanto segue esclude i laghi veri e propri, mentre si focalizza su particolari bacini di ridottissime dimensioni: laghetti permanenti. Sono proprio questi stagni ad essere, spesso, ottimi ambienti per campionare microrganismi.

  • Piccole pozze alimentate costantemente si possono rinvenire in collina e nei pressi di rilievi in cui lo scorrimento sotterraneo delle acque interseca il piano superficiale. Si originano sorgenti che formano piccole raccolte d’acqua, prima di infiltrarsi nuovamente nel suolo.
  • Alcuni ruscelli presentano consistenti allargamenti del letto, i quali vanno a formare dei veri e propri laghetti di acqua ferma e con accumulo di substrato organico e detritico.

 

In questi stagni la costante presenza dell’acqua permette la crescita di piante superiori, molte delle quali creano una copertura vegetale capace di difendere dalle alte temperature. Specialmente in estate, la combinazione tra copertura e apporto idrico evita i picchi di calore tipici di alcune pozze effimere in luogo assolato.

Infine per quanto riguarda l’aspetto della chimica dell’acqua, i laghetti di questo genere presentano parametri entro una fascia abbastanza definita di valori.

Più precisamente, anche nel periodo estivo non si assiste a fenomeni di eccessiva concentrazione salina. Inoltre nel periodo invernale, se l’area è soggetta a gelate, può mantenersi uno strato liquido sottostante a lastra ghiacciata. Ciò è influenzato da diversi fattori, tra cui la profondità dello specchio d’acqua.

Microrganismi e stagionalità

Esistendo tutto l’anno, lo stagno permanente e i suoi microrganismi subiscono l’alternanza stagionale. Questo risulta particolarmente interessante se diventa possibile il campionamento periodico dello specchio d’acqua: ogni stagione favorisce la proliferazione di differenti gruppi di microrganismi.

La primavera vede inizialmente la moltiplicazione dei batteri decompositori, i quali si sostentano con il detrito accumulato l’autunno precedente. La biomassa di questi è molto variabile, ma generalmente non compromettono la concentrazione di ossigeno disciolto. A breve sviluppano i protozoi batterivori e con loro si avvia la proliferazione di gran parte delle diverse tipologie di microrganismi.

L’estate, se la temperatura non sale eccessivamente, può favorire le fioriture algali e quelle di alcuni crostacei planctonici. Alcune alghe clorofite formano matasse resistenti che occupano il laghetto in tutte le stagioni, espandendosi o riducendosi leggermente. In zone coltivate, non è da escludersi l’introduzione accidentale di fieno.

L’autunno, in genere, prevede un aumento del detrito. Le piante palustri deperiscono e ai loro residui si aggiunge il fogliame degli arbusti. Si possono ripresentare in consistenti popolazioni quei microrganismi che sembravano scomparire in estate. La carica batterica e la crescita di muffe acquatiche può incrementarsi.

L’inverno generalmente abbatte ogni numerosa popolazione, specialmente se planctonica. Resistono attivi alcuni protozoi, nematodi, insetti e poco altro sul e nel substrato.

 

microrganismi di stagno
Non sempre l’inverno coincide con il totale collasso delle forme vitali: spesso riguarda l’entità delle popolazioni di quei microrganismi particolarmente legati a temperature elevate per il loro metabolismo. Organismi di specie superiori, capaci di mantenersi tali senza fasi di incistamento, presenziano abbondantemente anche durante l’inverno.

 

Le pozze temporanee e i microrganismi

Lo stagno o la pozza temporanea rappresentano ambienti particolarissimi per i microrganismi, ma anche per molti animali e piante superiori.

 

Aspetti ambientali e stagionalità

Le pozze temporanee creano aree umide con caratteristiche e cicli anche piuttosto complessi, non riassumibili in poche righe. Ciò che riguarda direttamente i microrganismi di stagno, comunque, si collega con la dinamicità dei parametri ambientali. Le pozze temporanee asciugano completamente per almeno sei mesi l’anno e talvolta esistono soltanto in primavera e/o autunno. La calura estiva e le eventuali scarse precipitazioni invernali portano alla completa evaporazione dello specchio d’acqua, tale da obbligare i microrganismi a produrre stadi di resistenza a queste condizioni tanto avverse.

La chimica dell’acqua è quindi fondamentalmente legata alle precipitazioni e al contestuale mescolamento dei terreni sottostanti e adiacenti, i quali liberano nutrienti in soluzione. Ciò può portare a massicci riversamenti di questi ultimi in brevi periodi con la conseguenza di fioriture algali significative. Tutto è comunque influenzato da diversi fattori e l’unico comune denominatore per tutte le pozze temporanee consiste nell’alternanza di secche e piene.

Raccolte d’acqua di breve vita e microrganismi

Molti microrganismi non popolano stagni permanenti o aree umide, ma si rinvengono in raccolte d’acqua di minimo volume, perfino di pochi litri. È il caso dei sottovasi colmi d’acqua dopo le annaffiature, delle grondaie spanciate, dei ristagni sull’asfalto.

Questi ambienti raramente offrono ricche osservazioni microscopiche: sono troppo instabili ed effimeri. Questo significa che le specie presenti non derivano da una lungo stabilimento della popolazione, bensì sono più probabilmente portate ivi occasionalmente dal vento e da detriti attaccati, per esempio, sulle zampe degli uccelli.

Oltre alla scarsa biodiversità, si considerino i tempi di sviluppo della comunità: molto probabilmente i primi microrganismi appaiono in concentrazioni utili solo dopo 3 o 4 giorni dal riempimento.


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Tipi di microrganismi

La diversità dei microrganismi segue diversi fattori legati al tipo di ambiente, alla stagione, all’età dello stagno e all’eventuale inquinamento dello stagno.

I microrganismi più comuni sono essenzialmente i batteri e alcune alghe, ma quelli più interessanti sono i protozoi, i piccoli metazoi e alcune alghe clorofite o cromiste.

I ciliati, microrganismi di stagno comuni

I ciliati sono protozoi molto comuni. Sono presenti in quasi ogni specchio d’acqua esistente, sia dolce, salmastro o marino. Negli stagni d’acqua dolce questi microrganismi sono inoltre spesso abbondanti come numero di specie e densità, infine alcune specie sono considerate indicatori di determinati gradi nella scala d’inquinamento.

Stagni molto ricchi di materiale in decomposizioni sono altrettanto luculliani di specie essenzialmente batterivore, mentre bacini più puri con alghe e pochi detriti ospitano una varietà di tipologie di ciliato maggiore: alghivori, batterivori, predatori… Alcune specie, inoltre, sono caratteristiche di ambienti ad alta purezza. Queste, tuttavia, difficilmente formano popolazioni della consistenza di quelle di acque più ricche di nutrienti.

Le amebe, microrganismi di stagno predatori

Le amebe vivono sul fondale, quasi sempre adese alle superifici di substrato, foglie e detriti. Sono tendenzialmente trasparenti e si possono notare per la colorazione di organuli e vescicole.

Le amebe generalmente predano i ciliati e ciò si riesce ad osservare sotto il microscopio.

I rotiferi, microrganismi di stagno animali

I rotiferi sono tipici di acque ricche di fitoplancton, ma alcune specie potendosi cibare di quasi ogni particelle edibile colonizzano numerosissimi ambienti.

Lepadella è forse il rotifero più comune in assoluto. Delle dimensioni di una Oxytricha, è frequente sia in pozze temporanee, sia in stagni durevoli, sia in certi corsi d’acqua.

I crostacei, microrganismi di stagno planctonici

I crostacei di stagno sono essenzialmente di due categorie non tassonomiche: specie planctoniche, caratterizzate da rapidi sviluppi demografici; e specie bentoniche.

Nel primo gruppo vi sono i fillopodi, in particolare la Daphnia e i generi correlati.

Daphnia magna

All’interno delle formazioni vegetali, tra le foglie o i filamenti algali, si rinvengono spesso i chidoridi e gli ostracodi. I primi sono fillopodi come le dafnie, i secondi invece sono filogeneticamente ben più distanti. Tuttavia condividono alcuni comportamenti e sommariamente la forma: ovoidali e bivalvi, apparato locomotore protetto dal bivalve (le dafnie, invece, utilizzano le antenne), alimentazione variabile tra sospensivora e detritivora.

ostracode

Infine, per quanto riguarda le specie planctoniche, vi sono i copepodi. Rappresentano un importante classe di crostacei, sono molto abbondanti e in acqua dolce primeggia il genere Cyclops e correlati.

L’altra categoria di crostacei è costituita da gamberi e gamberetti. Caratteristici sono i gammaridi e gli isopodi asellidi.

Gli insetti, microrganismi di stagno solamente per poco

Gli insetti sono quasi sempre presenti sotto forma di larve di vario genere. Possono spostarsi agevolmente nella fase adulta tra una pozza e l’altra, mentre le larve trascorrono da pochi giorni ad anche diversi anni nella stessa.

Le larve di odonata (a cui appartengono le libellule) sono quasi onnipresenti. Sono voraci predatori di pancrostacei e raggiungono dimensioni tutt’altro che microscopiche. Negli ultimi stadi di larva alcune specie possono predare girini e piccoli pesci.

Le alghe, microrganismi di stagno fotosintetici

Un solo paragrafo per le alghe è riduttivo: ne esiste davvero un grande numero di specie appartenenti a diversi regni dei viventi.

Alcune alghe sono cianobatteri e si riconoscono presto qualora le cellule siano aggregati in caratteristiche strutture a bastoncino.

Le alghe più particolari sono forse quelle cromiste, in particolare le bacillarioficee o diatomee.

microrganismi di stagno
diatomee

Altre alghe sono piante: le clorofite.

 

 

 

Infine, una della alghe più piacevoli da allevare tra quelle comuni negli stagni è l’Euglena. Il verbo allevare non è casuale, pur sembrando inadatto per un “vegetale”. L’Euglena, infatti, non è una pianta ma un protozoo con caratteristiche sì comuni alle piante, ma anche agli animali. In realtà ne ha poco in comune geneticamente, ma le tecniche di coltivazione e il comportamento osservabile sotto le lenti può trarre in inganno.

Altri microrganismi di stagno

Gli stagni offrono molti altri microrganismi interessanti. Ad esempio si possono rinvenire le uova di chiocciola, perfette per l’osservazione dello sviluppo embrionale. Inoltre, anche i vermi risultano ricchi di specie microscopiche: vari nematodi e alcuni platelminti.

Un particolarissimo genere di microrganismi di stagno è rappresentato dalle Hydra, uno cnidario. Compaiono in acque poco inquinate, ma ricche di piccole prede. Catturano con i propri polipi i fillopodi e i rotiferi.

Conclusione – Microrganismi di stagno –

Questa pagina ha solo presentano alcuni dei più comuni microrganismi di stagno, ve ne sono varie migliaia di specie che vi si possono rinvenire sul vetrino!

Per condividere fotografie o documenti sui microrganismi di stagno vi è il gruppo facebook “Microorganisms: culture and collection“.

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