OSTRACODI: allevamento, riproduzione, coltura, acquario

OSTRACODI: allevamento, riproduzione, coltura, acquario

Sistematica ostracodi

Gli ostracodi rappresentano una classe di piccoli crostacei. La difficoltà di determinare le specie ad occhio nudo e spesso pure con il microscopio ha fatto sì che in acquariofilia quasi nessuno si sia spinto in una identificazione più accurata.

La quasi totalità degli ostracodi rinvenibili in acquario appartiene pià precisamente alla sottoclasse Podocopa e ordine Podocopida. Ancora più nel dettaglio, la famiglia comunissima e particolarmente abbondante a livello numerico di specie diverse è Cyprididae. Quasi sicuramente, quindi, gli ostracodi che si vedono in acquario sono ciprididi (non ciprinidi, che sono pesci).

Caratteristiche ostracodi

Gli ostracodi ciprididi sono tipicamente dulcicoli e in natura popolano frequentemente stagni e pozze anche stagionali. Più raramente si rinvengono in corsi d’acqua, mentre alcune popolazioni si sono stabilite nei laghi.

La dieta degli ostracodi ciprididi si basa prevalentemente sul detrito organico sia vegetale come foglie secche e piante marcescenti, sia animale come organismi morti e carogne in senso lato. Alcune specie hanno preferenze carnivore, altre alghivore.

Questa tipologia di crostaceo può essere soggetta a variazioni demografiche stagionali caratterizzate da prelavenza di alcune specie in primavera ed altre dopo l’estate. Molte specie sono in grado di superare una periodo di secca con la deposizione di uova resistenti durevoli. La riproduzione può avvenire per partenogenesi o per via sessuata a seconda di specie e popolazioni in esame. Le uova vengono normalmente rilasciate su piante, rocce o pareti della vasca.

In termini generali si può considerare un animale prolifico e resiliente a modifiche nelle condizioni ambientali.

La dimensione degli ostracodi ciprididi è variabile, solitamente tra 0,5 e 2 millimetri.


Leggi anche “Microfauna in acquario d’acqua dolce


 

Allevamento ostracodi: metodi e alimentazione

L’allevamento degli ostracodi ciprididi è piuttosto semplice sia in colture estensive sia in colture intensive. Spesso la differenza di resa tra le due strategie di allevamento sono minori delle aspettative, in quando i ciprididi riescono a proliferare in modo notevole anche in colture non pure, miste e poco seguite, purchè siano presenti abbastanza risorse alimentari.

Allevamento ostracodi in coltura estensiva

L’allevamento degli ostracodi in coltura estensiva ha luogo in contenitori di varia forma e dimensione posizionati anche all’esterno tutto l’anno. Un bidone da 100-200 litri o altri recipienti analoghi sono più che adatti. La naturale e spontanea crescita di microalghe e alghe pluricellulari consente un autosostentamento sufficiente, purchè periodicamente venga integrato nuovo nutrimento. All’aperto molti insetti possono anneggare e rifornire di nutrienti il sistema dopo la decomposizione. Altrimenti, rabbocchi effettuati con acqua di acquario apportano normalmente parecchi milligrammi di azoto e fosforo che favoriscono la fioritura algale.

Gli ostracodi possono cibarsi direttamente anche degli eventuali piccoli animali caduti in acqua.

 

Allevamento ostracodi in coltura intensiva

La coltura intensiva pura di ostracodi può avvenire in bioreattori o più semplicemente in piccole vasche di base rettangolare. L’uso di spugne, retine, supporti in terracotta è utile per aumentare le superfici percorribili e ridurre così la densità demografica apparente. La maggior parte degli ostracodi, infatti, cammina solo sulle superfici e non nuota liberamente, dunque volumi d’acqua completamente liberi sono inutilizzabili.

L’uso di Lemna spp è molto benefico per la fitodepurazione, in quanto queste piccole piante mostrano una crescita velocissima idonea a rispondere tempestivamente ad incremento di inquinanti e quindi a limitarne l’accumulo.

Non è quasi mai necessaria areazione artificiale, ma può essere utile in colture di nuovo avviamento per evitare che gli esemplari di ostracode aderiscano alla tensione superficiale rimanendo intrappolati.

Alimentazione artificiale integrativa per ostracodi

Gli ostracodi si nutrono naturalmente di alghe e vario tipo di detrito. Per spingere la riproduzione si può integrare con vegetali come zucchina, carota o molti altri. Periodicamente anche il mangime per pesci è adatto, purchè le dosi siano modeste. Inoltre, anche le foglie secche sono un valido contributo, sia per le parti edibili delle foglie stesse, sia per la comunità di microrganismi che vi crescono sopra e che costituiscono una integrazione alimentare per gli ostracodi.

Utilizzo in acquariofilia di ostracodi

In acquariofilia gli ostracodi sono impiegati per la nutrizione dei pesci ornamentali o, più raramente, come decompositori in acquari naturali.

Non sempre gli ostracodi sono graditi ai pesci d’acquario, in quanto piuttosto duri e ostici da inghiottire.

Negli acquari con pochi pesci che li predano, gli ostracodi possono proliferare abbondantemente. Ciò non è sempre esteticamente gradito da alcuni acquariofili, sebbene la loro presenza sia innocua o al più benefica.

Dove trovare gli ostracodi

Gli ostracodi sono comuni in natura nelle pozze temporanee, stagni e laghetti. Spesso arrivano in acquario indirettamente tramite le piante acquatiche o materiali prelevati da altri acquari.
Purtroppo non sempre giungono spontaneamente, oppure sono di specie veramente troppo piccole. Tra acquariofili è possibile scambiare gli starter.

microfauna in acquario

Conclusioni sugli ostracodi

Gli ostracodi sono una delle tante tipologie di microfauna d’acquario. Innocui, possono essere allevati come alternativa di cibo vivo da offrire saltuariamente o inoculare direttamente in acquario. Per qualunque altra informazione mi si contatti a info@matteorancan.com


ALLEVAMENTO – RIPRODUZIONE – ALIMENTAZIONE – ACQUARIO- OSTRACODI

Translate »