Soluzioni a 7+1 problemi comuni con l’Acquario Marino

Soluzioni a 7+1 problemi comuni con l’Acquario Marino

Tra tutte le problematiche che possono insorgere negli acquari marini, ho deciso di sceglierne 7+1 e di parlarne in questo articolo. Cercherò di proporre una possibile soluzione a ciascuna sempre con l’obiettivo di ridurre le difficoltà di gestione nel modo che penso migliore per l’acquario marino di casa.

1) Silicati alti e alghe diatomee

Di frequente gli acquariofili lamentano un eccesso di silicati nell’acqua del’acquario marino. Alle concentrazioni solite non sono pericolosi, ma consentono la crescita ad un gruppo di alghe esteticamente molto sgradevoli: le bacillarioficee o diatomee. Normalmente rappresentano esclusivamente un problema visivo.

Come ridurre i silicati?

Controllo 1

  • Migliorare l’impianto di osmosi inversa o, se l’acqua osmotica viene acquistata già preparata, analizzarla ed eventualmente cambiare fornitore.
  • Controllare il tipo di sale per la ricostruzione del mezzo (l’acqua marina). Potrebbe non essere adatto.
  • Verificare la pulizia di contenitori e materiali impiegati per la preparazione dell’acqua.

Controllo 2

  • Accertarsi della qualità delle rocce vive.
  • Controllare eventuali materiali e strumenti che potrebbero rilasciare silicio.

Controllo 3

  • Mangimi e altri additivi: sono ricchi di silicati?

I silicati sono a zero, ma le diatomee crescono indisturbate?

Forse non sono diatomee, ma di sicuro sarebbe il caso di approfondire: scrivi una email a info@rancan.org oppure utilizza il modulo in fondo per ricevere aiuto.

2) Depositi di sedimenti tra le rocce e sul fondale

Se gli accumuli di sedimento diventano notevoli, potrebbero esserci due problemi principali:

  • Mancanza di movimento
  • Eccesso di produzione e stratificazione

Nel primo caso è sufficiente aumentare la potenza o il numero delle pompe di movimento, non prima di aver testato nuove direzioni di quelle già esistenti.

Nel secondo caso va ricercata la causa della sovrapproduzione di detriti. Potrebbe esservi un eccesso nelle dosi e nella frequenza del mangime, oppure una insufficienza del sistema acquario ad elaborare i detriti grossolani in particelle sempre più piccole. A tal proposito è fondamentale mantenere ottimo lo stato del benthos, sia microscopico che macroscopico. L’insieme degli organismi del fondale, costituito in acquario in prevalenza da detrivori, risulta la chiave per il consumo e lo smaltimento rapido dei detriti.

Come migliorare il benthos? In due modi sinergici:

  • Aumentare la biodiversità introducendo nuove specie —> ad esempio acquistando veri starter di benthos per acquario marino (per info clicca qui)
  • Mantenendo le diverse specie: alimentazione di supporto specifica e regolare (per info clicca qui)

3) Aiptasia ovunque

Se le rocce sono infestate dall’anemone Aiptasia le soluzioni potrebbero non essere così veloci e facili da realizzare. Innanzitutto è bene capire che un gran numero di questi animali non indica una scarsa qualità ambientale: sebbene siano resistenti, se proliferano molto significa che reperiscono senza troppe difficoltà buone quantità di alimento, il quale non è così diverso da quello per numerosi altri coralli e piccoli pesci ornamentali.

Come prevenire le Aiptasia?

Controllando scrupolosamente le rocce e le basette dei coralli che si introducono in acquario. Non è certo una tragedia se qualche esemplare giunge in vasca: sarà il caso di eliminarlo successivamente.

Come eliminare le Aiptasia?

Si possono impiegare:

  • Prodotti dedicati in commercio
  • Se abbastanza grandi si può spruzzare con una siringa dell’acido citrico/acetico caldo dentro il polipo.
  • Si possono uccidere con una scarica di corrente elettrica (in futuro ci sarà un articolo a riguardo)

 

4) La Chaetomorpha (alga verde) si riempie di detriti

Forse questo è il problema più comune con chi utilizzare i reattori ad alga Chaetomorpha. Questa tipologia di alga forma una matassa piuttosto fitta in cui si possono facilmente accumulare detriti di vario genere.

Normalmente il reattore dovrebbe essere posizionato dopo altri step di filtrazione meccanica dell’acqua, tuttavia il detrito può accumularsi lo stesso. Per ridurre il problema è necessario aumentare la filtrazione pre-reattore oppure valutare un altro tipo di filtro ad alghe, l’Algae Turf Scrubber, che non presenta il problema di deposito di detrito ed è nettamente più efficiente della Chaetomorpha.

 

5) Difficoltà di alimentare i coralli

Vi sono due modi per facilitare il consumo di mangime o plancton da parte dei coralli.

  1. Utilizzare delle siringhe dotate di tubo rigido come prolungamento del beccuccio. Con questo utensile è possibile direzionare meglio il mangime e riuscire a “imboccare” gli animali con una certa precisione. E’ possibile caricare la siringa sia con mangime secco, sia surgelato sia vivo di piccole dimensioni.
  2. Somministrare aminoacidi prima del mangime. Circa 30 minuti prima di fornire plancton o mangime si può dosare un complesso di amminoacidi, ad esempio quelli della BEA, che promuovono il cosiddetto spolipare dei coralli, aumentando la loro attività, ricettività e ricerca di cibo.

6) Formazioni algali di difficile identificazione

Può capitare che sul fondale o sulle rocce crescano delle patine di vari colori la cui identificazione risulta difficile. Purtroppo, senza conoscere nulla di ciò che sta infestando l’acquario, risulta molto difficile trovare una vera soluzione.

A questo proposito, nel caso vi sia formazioni strane in acquario, si può richiedere una analisi microscopica: ottenendo delle buone micro fotografie è possibile scoprire di più sull’organismo (o gli organismi) presenti e quindi individuare eventuali rimedi con un maggior grado di precisione e sicurezza. Utilizza il modulo di contatto in fondo alla pagina per altre informazioni.

7) Ci sono pochi anfipodi e isopodi tra le rocce

Questi due crostacei sono molto graditi in acquario: consumano detriti, costituiscono una riserva alimentare per alcuni pesci e contribuiscono alla sensazione di vitalità dell’acquario marino. Se proprio non ve ne sono, è necessario acquistarli e inserirli. Se invece ve ne sono già, ma in numero esiguo, è possibile favorirne la proliferazione:

  • Aumentare i ripari: stretti interstizi tra le rocce, macroalghe etc
  • Fornire dell’alimento specifico: con una siringa dotata di tubo rigido si può somministrare periodicamente qualche granulo di mangime proprio negli spazi in cui vivono.
  • Introdurre nuovi esemplari per ripopolare e facilitare la riproduzione.
  • Se la vasca è di nuovo avviamento, attendere vari mesi prima di introdurre specie ittiche predatrici.

 

plus) Il problema del tuo acquario!

Sicuramente hai o incontrerai una problematica che qui non è stata esposta. Allora ho pensato che puoi usare questo modulo di contatto per chiedere supporto in modo “personalizzato”:

 

 

Author: Matteo Rancan

Titolare Rancan Org & RORG partnership + web site

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