Tateurndina ocellicauda in acquario: scheda su allevamento, alimentazione e riproduzione

Tateurndina ocellicauda in acquario

Tateurndina ocellicauda in acquario – Tateurndina ocellicauda è un piccolo pesce esotico della famiglia Eleotridae, abbastanza diffuso nel commercio acquariofilo. Si tratta di una specie di facile allevamento e che si riproduce in acquario senza particolari difficoltà. In questa scheda si descrive come allevare, nutrire e riprodurre Tateurndina ocellicauda in acquari domestici.

Viene chiamata anche ghiozzo pavone o in inglese “peacock goby”. Quasi sempre, comunque, si usa il nome scientifico Tateurndina ocellicauda. In sistematica non è un ghiozzo, ovvero un gobide, in quanto appartiene alla famiglia già menzionata degli eleotridi.

Tateurndina ocellicauda – foto di Matteo Rancan

Cenni generali: dimensioni, dimorfismo sessuale, longevità

Il maschio di Tateurndina ocellicauda raggiunge i 6-7,5 cm di lunghezza, mentre la femmina circa 4-5 cm. In acquario sembra restino leggermente più piccoli e alcuni allevatori segnalano esemplari maschi adulti non molto più grandi di 4-5 cm e femmine in proporzione. Da approfondire le possibili cause, forse legate all’alimentazione o all’accoppiamento tra consanguinei.

Il dimorfismo sessuale, oltre per le dimensioni corporee già citate, è evidente per la livrea differente. Nel maschio è molto più vivace e accesa, si notano le screziature rosse marcate e il rosso-giallo del pinnaggio più carico.

Una femmina di Tateurndina ocellicauda adulta, in tal caso con uova, si può vedere nella seguente immagine:

Tateurndina ocellicauda femmina uova riproduzione
Tateurndina ocellicauda femmina, il giallo sul ventre indica le uova. Foto di Matteo Rancan

Anche la morfologia del capo diverge tra i due sessi: nel maschio è decisamente più grosso e tozzo.

L’acquario per Tateurndina ocellicauda

Spazio e compatibilità

Tateurndina ocellicauda si può allevare in acquari di piccole dimensioni dove si ospita la coppia adulta riproduttiva, oppure in vasche più spaziose in cui vi possono abitare un gruppo di questa specie e altre tipologie di pesci con esigenze ambientali simili, non aggressivi nè troppo piccoli. Nei confronti degli invertebrati ornamentali le Tateurndina ocellicauda sono abbastanza tolleranti, a patto che eventuali gamberetti non siano così minuti da esser visti come facili prede.

Le vasche riproduttive possono partire da 20-30 litri, mentre valutando la possibilità di ricreare un allestimento più ricco sarebbero utili almeno 40-50 litri.


Un consiglio per ridurre lo stress e la timidezza, specialmente dei pesci di nuovo arrivo: utilizzare un fondale scuro, opaco e aggiungere delle piante galleggianti, infine non eccedere con l’illuminamento. In questo modo i nuovi ospiti saranno meno spaventati da un ambiente troppo scoperto e apparentemente rischioso per delle prede.


L’allestimento dell’acquario

L’allestimento si può comporre di un substrato sabbioso o misto, preferibilmente senza componenti molto abrasive o taglienti in quanto questi pesci nuotano e vivono vicino al fondale. La vegetazione quale riparo è un elemento meno importante, poichè il rifugio nonchè sito di riproduzione è costituito da piccole caverne, anfratti o semplicemente cocci di mattoni forati o tegole. Introdurre alcune piante è comunque utile per ciò che riguarda la gestione dell’acquario .

Questi pesci normalmente non saltano, tuttavia un bordo di 4-5 cm oltre la superficie dell’acqua è raccomandabile come con tantissime altre specie.

 

Condizioni chimiche e fisiche

Avendo origine nei torrenti della Nuova Guinea la temperatura è mediamente abbastanza elevata tutto l’anno. In acquario gli esemplari allevati dal sottoscritto sono stati mantenuti tra 18 e 28°C come valori limite nell’arco dell’anno. Le loro riproduzioni avvengono solitamente quando la temperatura è superiore ai 20-22°C.

Per quanto riguarda la composizione chimica del mezzo, le acque medio-dure sono ben tollerate da questi pesci, pur vivendo in natura in ambienti con acque più tenere. Il pH vicino al neutro è consigliabile, ma si può considerare come range indicativo 6-8.

Alimentazione di Tateurndina ocellicauda

L’alimentazione di Tateurndina ocellicauda si basa su piccole invertebrati e detrito edibile. La componente vegetale, almeno dalle osservazioni in acquario, risulta essere assai marginale. Uno dei problemi delle Tateurndina è la difficoltà di accettare mangime secco: in verità, ormai, molti esemplari lo gradiscono. Per migliorarne l’accettazione si potrebbe fornire un formato semi-galleggiante, in modo che dopo alcuni secondi in superficie scenda lentamente offrendo tempo ai pesci di avvicinarsi e ingerirlo. Se non da subito, dopo qualche giorno o settimana, questa pazienza sarà superflua poichè le Tateurndina si nutriranno più velocemente senza troppa timidezza.

In ogni caso, la somministrazione di cibo vivo o surgelato pare essere ancora un’ottima scelta. Tra le tipologie preferite vi sono le larve di insetto, piccoli animali vermiformi ed eventualmente si possono utilizzare anche dafnie, moine e zooplancton simile. Per imparare velocemente come allevare il cibo vivo si può leggere su questa sezione: guide allevamento cibo vivo semplificate.

Coppia di Tateurndina ocellicauda pronta per riprodursi. Questa specie depone le uova in cavità. Foto di Matteo Rancan

Riproduzione autonoma in acquario

Questa specie si riproduce facilmente anche in acquari non dedicati a questa fase. Le uova vengono deposte negli anfratti, in particolare adese sulla superficie di parete o sommità del rifugio. Il maschio, dopo la deposizione, scaccia la femmina e si prende cura delle uova. I tempi di schiusa secondo alcuni autorevoli siti possono essere piuttosto brevi, assistendo a nascite in 24-48 h. Dall’esperienza diretta del sottoscritto con varie riproduzioni generalmente gli avannotti non nascono prima di 3 o 4 giorni dall’ovodeposizione.

ALLEVAMENTO Tateurndina ocellicauda

Per allevare questa specie riproducendola in modo mirato si necessita di diversi contenitori. Una vasca principale sarà destinata alla coppia riproduttiva, mentre almeno tre altri contenitori saranno luogo di cura delle uova e crescita degli avannotti.

Tateurnida ocellicauda
Panoramica del necessario per allevare Tateurndina ocellicauda: vaschette, siringhe piccole per somministrare il cibo vivo, siringhe grandi per aspirare gli scarti, aeratore con diverse uscite… Foto di Matteo Rancan

Strumenti, utensili e materiali per allevare questa specie

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Acquario principale: vasca riproduttiva di Tateurndina ocellicauda

La versione più spartana dell’allestimento dell’acquario riproduttivo consiste in due o tre tane in posizione diversa, senza fondale e con alcune piante o legni che creino ripari al fine di tranquillizzare gli animali. L’illuminamento dovrebbe essere abbastanza scarso: se la vasca è posta in un ambiente luminoso, magari in prossimità di una finestra, potrebbe non essere necessaria un’illuminazione integrativa all’acquario.

Un allestimento più ricco, sebbene possa avere alcune controindicazioni, tendenzialmente velocizza l’ambientamento dei riproduttori così da ottenere più rapidamente il condizionamento per la riproduzione.

Le controindicazioni di un ambiente con substrato, vari legni e rocce, differenti specie vegetali sono sostanzialmente due: le operazioni di prelievo delle uova possono essere leggermente più difficoltose e lente, così come l’eventuale pesca dei riproduttori per eventuali trasferimenti; la presenza di fondale e residui organici depositatisi favoriscono la crescita di microrganismi tra cui oomiceti, funghi e altre tipologie che possono attaccare le uova. Se queste vengono prelevate poco dopo la deposizione e trasferite nell’acquario di schiusa e, magari, somministrando alcuni prodotti il rischio di riduce significativamente. Questo aspetto verrà approfondito in seguito.

Filtrazione dell’acquario principale

In base alle dimensioni delle Tateurndina ocellicauda e le loro esigenze alimentari non si rende necessario l’utilizzo di importanti sistemi filtranti. Tutte le riproduzioni di questi pesci ottenute dal sottoscritto sono avvenute in vasche senza sistema di filtrazione artificiale o movimento d’acqua, più precisamente in contenitori tra 20 e 40 litri con piante galleggianti e sommerse. Comunque è possibile installare un filtro ad aria da collegare all’aeratore prima consigliato, sfruttando in questo caso uno dei rubinetti regolatori di flusso d’aria.

Favorire la deposizione

Il ciclo riproduttivo, da quando inizia, si ripete ogni 3 settimane circa (dalle osservazioni del sottoscritto). La deposizione può essere stimolata da cambi con acqua più fresca, ma non è una condizione rigidamente necessaria.

La cura delle uova

Le uova depositate andrebbero rimosse presto e trasferite in una vasca dedicata alla loro cura e alla schiusa. Un volume di 2-4 litri è più che sufficiente per una deposizione, la quale può contare fino a 60 o 80+ unità.

Tateurndina ocellicauda uova
Uova di Tateurndina ocellicauda da poco deposte. Foto di Matteo Rancan

Uno dei problemi che affliggono le uova sono le muffe o formazioni di microorganismi analoghi. Le prime uova colpite sono quelle non fecondate, che appaiono opache già dopo poche ore dal rilascio. Andrebbero aspirate il prima possibile, eventualmente staccandole prima con un bastoncino e poi risucchiandole con una siringa a cui è stato fissato sul beccuccio un ritaglio da 5-10 cm di tubo per aeratori.

Uova fecondate con embrione sviluppato e confronto con le uova non fecondate e biancastre. Foto di Matteo Rancan

Prodotti utili e considerazioni sul problema delle muffe

Tra i prodotti utilizzabili per aiutare nel contrasto delle muffe vi sono i coloranti come blu di metilene e verde malachite, la cui reperibilità diretta è abbastanza difficile soprattutto del secondo, oppure Gill Fish, un nuovo fitoterapico della GreenVet. Nei test su Tateurndina ocellicauda le dosi minime hanno mostrano una buona efficacia, ma il dosaggio può essere modificato a seconda del numero di uova infeconde, quindi del terreno utile per i microrganismi nocivi, e del supporto su cui sono adese.

In generale per il supporto sono preferibili materiali lisci, minerali o equivalenti, non porosi e puliti prima dell’inserimento nella vasca riproduttiva.

Sviluppo embrionale di Tateurndina ocellicauda

Lo sviluppo degli embrioni impiega fino a 3-4 giorni e la schiusa effettiva può richiedere alcune ore.

Tateurndina ocellicauda embrione microscopio
Embrione di Tateurndina ocellicauda. Foto di Matteo Rancan. Microscopio in campo chiaro a 40 ingrandimenti.

Accrescimento e cura degli avannotti

L’acquario per gli avannotti di Tateurndina ocellicauda può contenere inizialmente circa 5 litri d’acqua. Dalla nascita, che raramente è simultanea per tutti, impiegano almeno un paio di giorni per esaurire le scorte nutritive del sacco vitellino e incominciare a nuotare orizzontalmente.

La gestione della prima vasca può essere basata sull’uso di aeratore per gli scambi gassosi e per la pulizia si proceda con cambi parziali del 30-70% con aspirazione dei residui e dei morti ogni giorno per quindici o venti giorni.

Avannotti di 15 giorni di Tateurndina ocellicauda. Sono tenuti in un vasca di circa 4-5 litri, senza fondo, con un aeratore senza porosa. L’utilizzo di pietre porose è possibile, ma non strettamente necessario. Foto di Matteo Rancan

Sarebbe preferibile mantenere non più di 15-20 avannotti di due settimane in soli 5 litri gestita manualmente, può essere quindi necessario dividere il gruppo di pesci o utilizzare un acquario più capiente. Nel caso si attivi più di una vasca, per areare ognuna si proceda o con un rubinetto multiplo o utilizzando raccordi a T con ogni uscita il più simmetrica possibile alle altre in termini di profondità della porosa e lunghezza dei tubi. In questo modo l’uscita delle bolle d’aria non dovrebbe divergere troppo, sebbene spesso le irregolarità dei materiale rendano indispensabile l’uso degli appositi rubinetti.

Gli avannotti più grandi verso le 2-3 settimane possono essere trasferiti in un nuovo contenitore per l’accrescimento con sistema filtrante.

Ad esempio, utilizzando questo filtro:

–> Filtro ad aria

Tateurndina ocellicauda a 40 giorni. Foto di Matteo Rancan
Tateurndina ocellicauda, vista laterale, a 40 giorni. Foto di Matteo Rancan
Tateurndina ocellicauda, vista frontale, a 40 giorni. Foto di Matteo Rancan

A seconda di temperatura, frequenza dei rinnovi dell’acqua, densità di individui e alimentazione le giovani Tateurndina ocellicauda abbisognano di vari mesi per raggiungere le dimensioni adulte.

Alimentazione degli avannotti di Tateurndina ocellicauda

Gli avannotti di Tateurndina ocellicauda nascono già con una apertura boccale sufficiente ad ingerire nauplii di Artemia, uno degli alimenti vivi più diffusi. Altrimenti si rivelano molto adatti e apprezzati i rotiferi Brachionus calyciflorus. Si possono utilizzare anche nematodi panagrelli (microworms), anguillole dell’aceto, etc. Il numero di somministrazioni giornaliere consigliabile è di almeno un paio, ma possono crescere anche con una sola abbondante dose.

Anche i copepodi Cyclops sono ottimi alimenti vivi per Tateurndina ocellicauda. Clicca sull’immagine per visitare la guida all’allevamento dei copepodi.

L’impiego proficuo di Moina o altre pulci d’acqua deve attendere almeno le 4 o 5 settimane, in quanto fino a questa età le bocche degli avannotti di Tateurndina ocellicauda sono troppo piccole per ingerire gli esemplari adulti delle prede. Se si dispone di setacci, tuttavia, è possibile somministrare i giovanili dei crostacei.


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Per ulteriori informazioni e consigli per mantenere Tateurndina ocellicauda in acquario si può chiedere sui gruppi facebook come Acquari e Dintorni.

Per approfondire la riproduzione e l’allevamento di Tateurndina ocellicauda, invece, si può far richiesta di iscrizione al forum di discussione Rancan Org.